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Polonia: servizi di sicurezza rivelano rischio attentato alla vita di Tusk e del ministro della Difesa

Polonia e dintorni
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  • È notizia di oggi che gli apparati di sicurezza polacchi hanno messo in guardia contro un possibile attentato alla vita del primo ministro Donald Tusk e del ministro dell Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz.

    La massima allerta è scattata questa mattina dopo che il SOP (Servizio di Difesa dello Stato) ha ricevuto un’email ritenuta estremamente attendibile che rivelava i piani di assassinio nei confronti di Tusk e Kosiniak-Kamysz.

    Immediatamente è stata convocata una riunione di emergenza tra i vari apparati di sicurezza statali.

    Una fonte di Gazeta Wyborcza ha rivelato che la minaccia è stata ritenuta credibile, poichè l’email riportava con esattezza indirizzi e piani dei due politici per i prossimi giorni.

    @centroesteuropa

  • informapirata@mastodon.unoI informapirata@mastodon.uno ha condiviso questa discussione
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  • È notizia di oggi che gli apparati di sicurezza polacchi hanno messo in guardia contro un possibile attentato alla vita del primo ministro Donald Tusk e del ministro dell Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz.

    La massima allerta è scattata questa mattina dopo che il SOP (Servizio di Difesa dello Stato) ha ricevuto un’email ritenuta estremamente attendibile che rivelava i piani di assassinio nei confronti di Tusk e Kosiniak-Kamysz.

    Immediatamente è stata convocata una riunione di emergenza tra i vari apparati di sicurezza statali.

    Una fonte di Gazeta Wyborcza ha rivelato che la minaccia è stata ritenuta credibile, poichè l’email riportava con esattezza indirizzi e piani dei due politici per i prossimi giorni.

    @centroesteuropa

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  • Tre attacchi in quattro giorni, un quarto sventato all’ultimo momento. Diversi feriti e una vittima. La Polonia in questi giorni è alle prese con un’ondata senza precedenti di attacchi nelle scuole effettuati con il coltello da giovani e giovanissimi.

    L’ultimo in ordine di tempo è avvenuto oggi a Varsavia, nell’istituto post liceale di ul. Mińska, dove una ragazza di 21 anni ha ferito tre persone.
    Mercoledì a Ostrołęka, a 120 km dalla capitale, uno studente diciannovenne di una scuola professionale ne aveva ferite nove. Lo stesso giorno, a Sierpc, la polizia aveva fermato un diciassettenne che minacciava di fare «qualcosa di brutto».

    L’episodio con le conseguenze più tragiche è accaduto giovedì a Leszczydół-Nowiny. Un quindicenne, ex alunno, è entrato nella sua scuola elementare con una telecamera sul casco. Nell’attacco ha colpito mortalmente una dipendente dell’istituto di 37 anni e ha ferito due persone, tra cui il preside.

    Il Paese è scosso da una scia di sangue che replica fatti ormai sempre più frequenti in tutta Europa.
    La polizia in questi giorni ha arrestato 76 persone ritenute coinvolte in questi avvenimenti o in altri in preparazione. Non è stato tracciato un collegamento chiaro tra i singoli episodi, ma si ritiene che un ruolo centrale lo giochino i social. Gli stessi social che hanno alimentato la psicosi di un attacco coordinato nell giornata di venerdì con l’hashtag “venerdì di sangue”.

    Il parlamento intanto ha approvato in fretta una legge per bloccare i contenuti illegali online, in particolare quelli legati all’incitamento all’odio. La mossa sta facendo discutere perché permetterebbe allo stato di dotarsi di uno strumento censorio particolarmente pericoloso se usato in modo improprio.

    @centroesteuropa

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    fabioturco@feddit.itF
    Tre attacchi in quattro giorni, un quarto sventato all’ultimo momento. Diversi feriti e una vittima. La Polonia in questi giorni è alle prese con un’ondata senza precedenti di attacchi nelle scuole effettuati con il coltello da giovani e giovanissimi. L’ultimo in ordine di tempo è avvenuto oggi a Varsavia, nell’istituto post liceale di ul. Mińska, dove una ragazza di 21 anni ha ferito tre persone. Mercoledì a Ostrołęka, a 120 km dalla capitale, uno studente diciannovenne di una scuola professionale ne aveva ferite nove. Lo stesso giorno, a Sierpc, la polizia aveva fermato un diciassettenne che minacciava di fare «qualcosa di brutto». L’episodio con le conseguenze più tragiche è accaduto giovedì a Leszczydół-Nowiny. Un quindicenne, ex alunno, è entrato nella sua scuola elementare con una telecamera sul casco. Nell’attacco ha colpito mortalmente una dipendente dell’istituto di 37 anni e ha ferito due persone, tra cui il preside. Il Paese è scosso da una scia di sangue che replica fatti ormai sempre più frequenti in tutta Europa. La polizia in questi giorni ha arrestato 76 persone ritenute coinvolte in questi avvenimenti o in altri in preparazione. Non è stato tracciato un collegamento chiaro tra i singoli episodi, ma si ritiene che un ruolo centrale lo giochino i social. Gli stessi social che hanno alimentato la psicosi di un attacco coordinato nell giornata di venerdì con l’hashtag “venerdì di sangue”. Il parlamento intanto ha approvato in fretta una legge per bloccare i contenuti illegali online, in particolare quelli legati all’incitamento all’odio. La mossa sta facendo discutere perché permetterebbe allo stato di dotarsi di uno strumento censorio particolarmente pericoloso se usato in modo improprio. @centroesteuropa